Passate

Joanna Polpetta

jonpolpetta-150x150La storia di Joanna, inizialmente conosciuta come Jon, ha dell’incredibile. Quando morì Chirashi volevo semplicemente non pensarci e così cercai subito un cricetino, ma non mi ero portata il trasportino dietro, come facevo sempre. Così mi feci dare una scatolina di cartone. Lei era una piccola peste, era stata morsa dai fratellini che le avevano anche strappato la coda. Volevo lei, volevo curarla e darle tutto l’amore che avevo. Ma durante il viaggio la piccola teppistella riuscì a scappare dalla scatola, la vidi vicino ai pedali e frenai immediatamente, ma lei ormai era già scappata chissà dove.

Cercai ovunque in macchina per una settimana, ma niente, mi sentivo terribilmente in colpa! Poi entrò mia mamma in camera con la busta delle legna… e rideva. Io non capivo. Guadai dentro e la piccola Joanna era lì, viva e vegeta: era sopravvissuta una settimana dentro ad una vecchia Panda, non si sa come! Ha vissuto una vita lunga e felice, non ha mai avuto un problema. Una fredda mattina di febbraio è uscita dalla sua casetta per andare a mangiare l’insalata, ma non c’è arrivata.

Da cosa deriva il suo nome? Beh, è un omaggio a  Jon Snow di Game of Thrones, solo che lei era più una polpetta!

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Chirashi

chirashi01-150x150Di Chirashi purtroppo c’è pochissimo da dire: è arrivato a casa mia che era piccolissimo e se n’è andato poco dopo.

Sbadigliava come Betty Blue, parlottava come Ludwig, si stiracchiava come Rata Sum, saliva in mano di corsa come Nepenthe, ma nonostante questo era unico.
Appena arrivato si era messo a dormire sul letto, accanto al pupazzo Rufus. Era dolce, ma se non si era ancora svegliato bene, non esitava a mordicchiare. Era un mangione e rotellava almeno 8 ore a notte. Era intelligente, simpatico e tremendamente bello.

La cosa che mi aveva stupito di lui è che non era particolarmente impaurito, ma anzi, mi dormiva in mano come faceva Ludwig e questo mi riempiva il cuore di gioia. Gioia che purtroppo non è durata, perchè dopo soli 25 giorni se n’è andato nel sonno, senza motivo.

Da cosa deriva il suo nome mi pare evidente… dalla mia passione per il sushi!

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Mr. Jingles

Pino02-150x150Detto Don Pinolo o Pinolino, per il suo sguardo irresistibile quando ne vedeva uno, è stato il degno successero di Ciccio Ludwig. Si addormentava nella tasca della felpa e adorava dormire, mangiare ed essere coccolato. E’ stato uno dei miei pochi criceti a non aver mai viaggiato, ma essendo molto pigro non gli ha pesato granchè.

Mi ricordo di quella volta che tornai a casa e trovai la sua casetta cappottata, dal secondo al pian terreno, lui non c’era. Lo chiamai… niente. Iniziò a salirmi l’ansia. “Pinolooo!”… niente. Presi la casina e la rimisi al suo posto, niente, non lo trovai neanche nella casina di sotto. Pensai che cadendo fosse morto dallo spavento: aprii la casetta e nessun movimento o rumore, mi veniva da piangere. Ma sotto kg di carta e cartone pressato (ma come faceva a starci anche lui?!?), uscì con una faccina assonnata e lo sguardo innocente, come per dire: “Che c’è? Che ho fatto?”… ed eccolo lì, rotolò da due rampe di scale e neanche si svegliò… il mio Tontolo!

Ha vissuto una lunga e pacioccosa vita ed è morto fra le mie mani.

Il suo nome deriva dal topolino del film Il Miglio Verde.

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Nepenthe

Oasi-Nepenthe-150x150Il suo nome è stato preso dalla mia canzone preferita del mio gruppo metal preferito, i Sentenced, e significa letteralmente “ciò che porta via il dolore” dal greco. Perchè è arrivata quando se n’è andato Rata Sum e il vuoto lasciato dal tatino pigro era enorme.

” …All the tears and the fears and the lies and the cries and the… nepenthe… “

Era una piccola pallina di pelo sempre incazzata, ma a modo suo anche dolce. Il suo soprannome era Piccolina, ma in realtà pesava sui 40 gr. Era molto precisa e attenta, amava mangiare qualsiasi cosa e correre, correre, non si stancava mai. Non disdegnava viaggiare ed era anche una discreta Top(o)-Model.

Ha vissuto una vita lunga e priva di problemi, se n’è andata nel sonno a due anni suonati.

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Amon


Oasi-Amon-150x150Amon è stata un bellissimo regalo, la mia piccola demoncella, il mio grande amore. Fin da piccola ho sempre voluto un gatto nero, ma a mio padre non piacevano, così quando lo vidi arrivare a casa con questo cosino nero macchiato di bianco non capii subito, chiesi se lo potevamo tenere e mi disse di sì: piansi di gioia.

Figlia di Tigra e madre di Nana (gattina tutta nera regalata ad una vicina) e Alex, amava da morire stare vicino al fuoco, tanto che una volta si bruciò tutte le vibrisse, ma questo non le impedì di ritornarci. Era un’abile cacciatrice, non le piacevano molto le coccole e quando mi avvicinavo già mi guardava scocciata, ma io la adoravo lo stesso.

Più che una gatta sembrava un cane, sarà per questo che amava alla follia Teo e non aveva assolutamente paura dell’acqua, tanto da attraversare il fiume per andare a far funghi con mio padre.

Un giorno non è più tornata a casa…

Il suo nome deriva dal demone di Devilman.

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Tigra

Oasi-Tigra-150x150Figlia di Cleo e madre di Amon, non era una gatta, era un peluche! Non a caso il suo soprannome era Pigra, più che Tigra.

Ci ha messo anni ad imparare a fare le fusa, ma la cosa che adorava di più era stare in poltrona, specialmente se c’era il camino acceso.

Non ha mai cacciato in vita sua, ma aspettava che fossero le altre gatte a portargli qualcosa. Da piccola pensavamo che fosse un maschio e infatti la chiamammo Tigro, è sempre stata una gattona e una brava mamma.

Ha  avuto un rapporto speciale con Amon, stavano sempre assieme, ignorando Cleo e lei soffriva molto di gelosia, accudivano anche i micini assieme e non si separavano mai, tanto che quando è morta Amon si è lasciata andare.

Anche lei come la sua adorata, un giorno non è più tornata a casa…

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Ludwig VB

Val-Ludwig-150x150Meglio conosciuto come Ciccione, a causa della sua strabordante morbidezza, è stato senza dubbio uno dei miei criceti preferiti.

Un giorno una mia amica mi chiamò dicendo che c’erano dei cricetini da salvare in un negozio: il negoziante li aveva presi da un cliente, ma non conoscendo assolutamente niente di questi animaletti li aveva messi tutti assieme in una piccola gabbia e inevitabilmente avevano cominciato a ferirsi ed uccidersi. Quando arrivammo ne erano rimasti solo 4, io mi innamorati subito di lui, il più grosso e il più tonto! Ma non potevo prenderlo, visto che avevo già Rata Sum malatino. La mia amica però insistè così tanto che alla fine accettai.

Fin dal primo giorno capii quanto fosse speciale: si mise a dormire sul divano, accanto a me, come fosse sempre stato lì. Stava ore e ore accoccolato in mano, adorava i grattini e la frutta, ogni tanto usciva dalla gabbia e veniva verso la scrivania con le zampine alzate come per dire “prendimi prendimi!”.

In vecchiaia gli è venuto il diabete ed è rimasto cieco, ma questo non gli impediva di vivere la sua vita con la pigrizia che lo contraddistingueva. Una mattina si è dimenticato di svegliarsi.

Il suo nome deriva dalla mia passione per Beethoven.

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Cleo

Oasi-Cleo-150x150Quando Cleo arrivò da noi era uno scricciolino di pochi giorni, con la codina secca secca. Le era morta la mamma e aveva bisogno di qualcuno che se ne prendesse cura, allattandola col biberon per coniglietti e dandole tutto l’amore di cui  un micino appena nato necessita.

Forse per questo motivo mi aveva scambiato per la mamma: voleva stare sempre in braccio come i bambini, faceva mille fusa ed era dolcissima. Se studiavo si metteva sui libri per farsi accarezzare, se mangiavo aspettava che finissi per salirmi in braccio e quando camminavo mi saliva sulle spalle per venire assieme a me.

Era gelosa e permalosa, però anche tanto affettuosa. E’ andata in menopausa precoce, ma per lei fare la mamma era così importante che si occupava dei cuccioli delle altre micine. Purtroppo si è ammalata e dopo qualche giorno se n’è andata, ma ha comunque vissuto una vita felice.

Il suo nome deriva da Cleopatra, perchè era bella e fiera come una regina.

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Teo

Val-Teo-150x150A causa della sua stazza, circa 60 kg, e del suo aspetto, tutti lo conoscevano come Canorso.

Appena morì Lupetto cercammo un cane da adottare, ma in quel periodo nessuno ne aveva, poi un amico mi suggerì di chiedere al veterinario e difatti lui sapeva di una famiglia che aveva una pastore tedesco a pelo lungo che aveva fatto dei cuccioli meticci. Mia mamma disse subito che ne avremmo preso uno e io mi arrabbiai: “E se poi non ci piace?” Ma appena lo vidi, tutto timido dietro la sua mammona, non ho avuto dubbi: sarebbe stato il mio grande amore!

In macchina piagnucolava, ma una volta arrivato in campagna si è messo subito a giocare, aveva paura di Cleo, ma ben presto ha capito di essere più grande e si è fatto rispettare. Andava molto d’accordo con Stella, con i micini piccoli e con i bambini. Molti si spaventavano solo a vederlo, ma lui era un gigante dal cuore d’oro.

Quando veniva alla stazione a prendermi piangeva se un treno passava senza fermarsi. Purtroppo un suv che passava ad alta velocità lo ha messo sotto, ma il veterinario è stato bravissimo e se pur zoppo, ha continuato a vivere la sua vita. La sua perdita è stata devastante, ma ricorderò ancora l’ultima passeggiata che abbiamo fatto, piano piano ma insieme, qualche giorno prima che ci lasciasse. Non ho mai visto degli occhi seri ed intelligenti come i suoi.

Il suo nome deriva dal periodo in cui studiavo per l’esame di Fisica e abbreviavo spesso la parola teorema con teo.

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Rata Sum

Val-RataSum-150x150Conosciuto da tutti come il Tato Pigro è arrivato dopo la morte di Betty Blue. Credevo che nessun criceto mi avrebbe potuto dare delle emozioni così forti come quelle provate con Bettina, ma mi son dovuta ricredere.

Rata Sum (dal nome di un avamposto di Guild Wars) è stato dolcissimo da subito, amava i grattini sulla schiena e si spiaccicava sul letto quando glieli facevo, gli piaceva viaggiare in treno ed era un topino pendolare, infatti. Adorava la pizza e l’insalata e ovviamente dormire.

Verso i 18 mesi ha sviluppato una massa sotto il mento, ma vista l’età avanzata la veterinaria ha consigliato di non operare. Con la cura di antibiotici aveva perso tutto il pelo ed era dimagrito, ma continuava a fare la sua vita tranquillamente.

Una sera sembrava che avesse il singhiozzo, ma io avevo capito: era giunto il suo momento. Dovevo sentirmi rincuorata dal fatto che fosse vissuto molto oltre le aspettative e non avesse mai sofferto, ma in realtà pensavo solo al fatto che non volevo mi lasciasse. La mattina successiva se n’è andato abbracciando il mio dito. Amato fino alla fine.

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Betty Blue

Val-BettyBlue-150x150Quando morì Stitch cercai un criceto da adottare, ne trovai uno a Firenze, ma la persona che doveva darmelo all’ultimo minuto sparì e io mi trovai in città senza sapere cosa fare. Allora mia cugina mi portò in giro per cercarne uno e non farmi tornare a casa a mani vuote.

Ne volevo uno bianco come Stitch, ma non ne trovai, solo grigini. In particolare trovai una cucciolata di dormiglioni e poi c’era lei, una cricetina pazza che correva e si arrampicava: non avevo dubbi, volevo lei! Durante il viaggio in treno strillava così tanto che la gente pensava avessi un piccolo dinosauro nella scatolina. In quel momento il mio lettore mp3 passò la canzone Betty Blue dei The 69 Eyes: avevo già trovato il nome!

E’ stata la cricetina più intelligente che io abbia mai avuto, era gelosa e possessiva, ma molto sveglia. Parlottava al telefono e buttava in giro tutta la lettiera se facevo entrare qualcuno in camera “nostra”. E’ stata la mia prima criceta pendolare, perchè purtroppo un giorno ha avuto un prolasso della sacca guanciale, ha rischiato di morire dissanguata e per fortuna un veterinario è riuscita a salvarla. Da quel giorno non ci siamo più separate, dove andavo io andava lei e il nostro rapporto è diventato unico, qualcosa che in pochi possono immaginare. Per questo motivo la chiamavo la mia Principessa.

Una sera, durante la sua solita passeggiata, si è sentita male e dopo poco se n’è andata. E’ stato straziante vederla soffrire. Tutti quelli che l’hanno conosciuta la tengono ancora nel cuore.

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Stella

Val-Stella-150x150Ho sempre amato i cavalli da morire, a 5 anni ho iniziato a cavalcare al maneggio di mio zio, più che una passione la mia era vero e proprio amore, ma mai mi sarei immaginata di poter realizzare il sogno di avere un cavallo tutto mio. A 14 anni mio padre mi chiese se volevo la moto o il cavallo e benchè la scelta non fosse facile, non avevo dubbi, volevo un cavallo!

Il mio desiderio era un cavallo nero, così girammo diversi recinti per trovarne uno. Arrivammo in questo posto che di cavalli neri e bellissimi ne aveva addirittura 3 e mentre ero lì che cercavo di capire chi potevo prendere, arrivò lei: bionda, alta, cicciotta. Mi mise il nasino sul petto e ci guardammo negli occhi, fu amore. Venne lei a casa con me.

Da quel giorno è stata mia mia migliore amica, passavo con lei tutto il tempo libero, a passeggiare, ma anche solo ad osservarla. Poi un maledettissimo giorno si è ammalata, un’infezione ad una zampa, è stata operata, ma invece di migliorare peggiorava. Abbiamo passato giorni interi sdraiate una accanto all’altra, ma era evidente che non sarebbe mai stata bene, così abbiamo dovuto prendere la decisione più brutta che si possa prendere. Quel giorno, però, l’abbiamo trovata in fondo ad un dirupo, con le ultime forze che le rimanevano probabilmente si è tolta la vita e ci ha risparmiato il dolore del senso di colpa. Non esiste giorno in cui non la pensi e non senta la sua mancanza.

Forever my star, the only one. 

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Lupetto

Val-Lupetto-150x150E’ stato il mio primo cane, le prime cose che ho imparato sull’amore me le ha insegnate lui.

Volevamo adottare un cane e stavamo cercando in giro, un giorno un parente ci chiamò dicendoci che c’era un cane legato ad un palo davanti casa sua da giorni, senza cibo nè acqua. Andammo a vederlo, era stato picchiato ed era il cucciolo più brutto che io avessi mai visto, ma i suoi occhioni impauriti ci fecero tenerezza e lo portammo a casa. Il veterinario non sapeva se sarebbe sopravvissuto alle botte prese (mi domando io che bestia possa aver fatto una cosa del genere), ma invece è guarito e ha vissuto tutta la sua vita cercando di ringraziarci per avergli dato una casa.

Era molto pauroso, comprensibile dopo quello che gli era successo, ma forse per questo era anche particolarmente sensibile: se ero triste mi appoggiava la testa sulle gambe e non si spostava fin quando non mi vedeva sorridere. Amava giocare a pallone, o meglio, amava sgonfiare i palloni, quanti me ne ha bucati! Amava anche i gatti, in particolare Dixie, stavano sempre assieme e quando il povero micio è morto anche il cane non se l’è vista bene per diversi giorni. Quando è poi arrivata Cleo non l’ha degnata di uno sguardo, anche perchè lui era anziano e ammalato di displasia, mentre lei una piccola gattina vivace e dispettosa.

Nonostante avessimo costruito una specie di sedia a rotelle per portarlo in giro, la malattia è degenerata e abbiamo dovuto aiutarlo ad andarsene per non soffrire troppo. E’ stato veramente doloroso.

Il nome, beh, ero solo una bambina che amava i lupi.

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Stitch, Ing. Rublo, Teo e Pixie, Cleo e il piccolo Nebiros, Romeo e Giulietta, Rusty e Puzzola, Bobo e Bibi, Dixie…

Val-AltriHo avuto i primi gattini a 2 anni: Spazzolina e Fufi. E ne sono seguiti molti altri, di cui ricordo Attila, Tantan, che erano figli di Spazzolina, poi Fufi 2 eFufi 3, altri due micini adottati ma finiti male, per cui ho smesso di chiamare i gatti Fufi.

Mentre i primi criceti li ho avuti a 6 anni: Piccola e Piccolo. Lei molto vivace e intelligente organizzava le fughe dalla gabbia con tutta la famiglia, lui tenero e tontolone, ha sempre fatto il padre alle sue cucciolate, nonostante io ignorassi  all’epoca che i criceti fossero territoriali.

Purtroppo di tutti non ho foto o se le ho, chissà dove sono finite. Ma nel cuore li ricordo benissimo tutti. Sono stata fortunata ad avere questo piccolo zoo, anche se ogni volta che una piccola anima pelosa se ne va, il vuoto che lascia è incolmabile.