BBlue’s World
Bianco e Nero fuori - A Colori dentro
30 Giugno 2008 alle 02:10

Le parole che non riuscirei mai a tirar fuori, la musica che sento dentro, all’improvviso, per caso, in una canzone…
Se non posso odiare la causa di tanto dolore, allora mi limiterò a rimpiangere di aver sprecato tanto tempo nel non essere stata felice come avrei meritato, anche io.

Mi guardo, straniero
e distante
Un unico momento
immaginando il niente.

Parlo, un sorriso,
rido di me e dei
miei desideri
rinchiusi in una
gabbia affollata
di ieri.

Rido di me e delle mie
illusioni
Il divenire di un rimpianto
tramutato subito
in incanto

Mi guardo, lontano
e stanco
Un unico respiro che
sento e riconosco

Rido di me, il suono
di uno sguardo
in un unico istante
racchiuso nel niente.


25 Giugno 2008 alle 02:40

Per tirarmi su il morale, metto delle foto buffe di me e il Demone Custode, che proprio non riusciamo a fare i seri:

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25 Giugno 2008 alle 02:15

Vorrei riuscire ad accettare di essere stata
anni e anni per te solo una parentesi sbagliata,
vorrei riuscire ad accettare quello sguardo innamorato
che era tutto quello che volevo, ma non c’è mai stato.

Ho messo tanti cerotti su ogni ferita dentro di te
sperando che servisse a farti accorgere di me,
ma il giorno in cui hai volato ancora una volta
accanto a te non hai voluto la bimba troppo coinvolta. 

 


15 Giugno 2008 alle 14:51

Spesso qua sul Blog ho parlato di una ex amica, a cui sono stata legatissima per sette fantastici anni, ma che un bruttissimo giorno mi ha detto che non voleva più saperne nulla di me, perchè si era fidanzata e io “non le servivo più”. Ebbene, oggi questa persona si sposa.

Ci teneva tanto che io andassi al suo matrimonio, ma io non me la sono sentita e ho trovato la scusa di un esame prossimo per non andarci. Odio dire bugie, ma visto che lei si ostina a non capire il male che mi ha fatto in tutti questi anni e continua a far finta di niente, a me non andava di tirar fuori l’argomento proprio adesso che per lei è un bel momento.
Non mi andava di dirle come mi sono sentita ad essere stata buttata via come fossi stata una scarpa vecchia e a come mi sia sentita a non aver mai avuto una spiegazione da parte sua, quando ho scoperto le bugie che diceva agli altri per giustificare il comportamento scorretto che aveva avuto con me e quando mi ha dato dell’infantile, perchè dopo mesi e mesi che lei non mi rivolgeva più la parola, io ancora ci piangevo quando la pensavo.

La cosa assurda è che dopo 11 anni io sono ancora infantile come allora, perchè il vero motivo per cui non sono andata è che ci soffrirei ancora adesso. Penserei al bene che le volevo, a quanto ero felice con lei, alle nostre risate, alla nostra musica, ai suoi occhi color mare in tempesta… era tutta la mia vita. E poi penserei che in un solo giorno lei ha cancellato sette anni assieme, come se non fossero mai esistiti, come se i sentimenti fossero stati solo parole prive di significato.

Io posso accettare le che persone crescendo cambino, ma non posso concepire che le persone a cui ho voluto più bene riescano a cancellarmi dalla propria vita in un giorno solo, come se anni e anni assieme non valessero neanche il tempo di un pensiero, non valessero neanche il tempo di una giustificazione. E purtroppo lei non è stata l’ultima a comportarsi così…

Silvia, nel giorno del tuo matrimonio, ti dedico l’ultima canzone che scrissi per te, con la parte di cuore che ancora ti appartiene:

Dimmi che io non esisto più
dimmi che non valgo niente
solo perchè mi ero illusa
che per te fossi importante.

Dimmi che sono una bambina
dimmi che ho sbagliato tutto
sai, non avevo capito
che tu, tu, tu sei come le altre
e forse peggio, forse peggio.

Almeno per quello che è stato
se non per quello che sarà
che sarà di noi
se io ho quello che non vuoi.
E la poesia che cercavi
te l’avevo scritta già
forse è meglio sognare
quando è dura la realtà.

Ti dirò che non esisti più
che per me non vali niente
solo per nascondermi
che sei ancora importante.

Ti dirò non ho bisogno di te
che sei tu ad aver sbagliato
perchè sei tu a non aver capito
solo che mi manca davvero
il nostro passato
quel che stato è stato, ormai è passato.

Sarei
la spalla su cui piangere
il film che ti fa ridere
il libro delle favole
per te.

Sarei
il dolce sonno della sera
il vento caldo a primavera
un’ amica che sogna con te
che spera con te
che soffre…
…per un’ amica che non c’è.

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11 Giugno 2008 alle 01:48

Questa canzone mi ricorda la prima notte in ospedale da sola. Avevo 11 anni, mia mamma doveva stare a casa con mio padre, che aveva da poco avuto un infarto e ancora non era fuori pericolo, i parenti e gli amici non c’erano, non so perchè, “cose da grandi” che non capivo e che non capisco tutt’ora, ma so per certo che la mia misantropia deriva da comportamenti come quelli.

Fatto sta che ero sola in ospedale, dopo un’anestesia totale, mia mamma, pur con il cuore enorme che ha rimane una sola persona e non poteva sdoppiarsi, per sentirsi meno in colpa mi regalò uno stereo portatile e due cassette di Masini. Lo avevo visto al Festival di SanRemo e mi era piaciuto molto, in quelle notti lì da sola fu la mia unica compagnia, la mia unica ancora di salvezza ed è per questo che mi arrabbio quando la gente superficiale giudica i suoi testi pessimisti: parlano di fatti tristi, è vero, ma sono pieni di speranza ed hanno sempre un lieto fine, cosa fondamentale per chi si trova in situazioni difficili, come mi trovavo io allora (non che sia cambiato molto devo dire).

Dato che è un periodo che non mi sento per niente tollerante, voglio mandare anche un caloroso VAFFANCULO a tutti coloro che si sentiranno superiori, che diranno che Masini è uno sfigato e chi lo ascolta è peggio, a chi si toccherà le palle, a chi non ha la sensibilità di capire che questa canzone è un inno alla vita, a chi ha la FORTUNA di non aver provato NIENTE di tutto ciò e ci sputa sopra ogni giorno. Vi odio! Odio gli ottimisti, che sono tali solo perchè non hanno mai avuto niente di brutto in tutta la loro vita, odio chi si sente superiore solo perchè ha qualcuno che lo toglie sempre dalla merda, odio chi giudica situazioni che non conosce e parla senza sapere minimamente cosa si prova.

La vita non è uguale per tutti, ci sono persone più fortunate e persone più sfortunate, ci sono persone sane e persone meno sane e quando qualcuno ti dice che prima o poi arriverà per tutti, lo fa solo per farti coraggio: sono tutte cazzate.
Sarà vero il detto che se andiamo in piazza ognuno con la propria croce, torniamo a casa con la nostra… vabbè, ma non mi è per niente di aiuto…

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Se perso in un tramonto vuoi
sparire con il sole giù
nel mare dove muore lui.

Se la forchetta torna su
ma senza cibo perché sa
che la tua bocca non ci sta.
E se la bocca non vuol più
trovare verità e bugie
se gli occhi sono un velo blu
ma senza stelle né poesie.


Se ti chiudi dentro te
e non ti accendi più
al fuoco di un amore
se hai voglia di andar via
per non tornare mai
.
Se la malinconia
con tutti i suoi ghiacciai
ti paralizza il cuore
se tutti questi “se”
li senti dentro te
hai voglia di morire.


Ma il cuore ti si ferma un po’
sui mendicanti di città
intirizziti nel metrò.
Ma i pensionati soli al bar
le vite come malattie
nelle trincee della realtà.
Ma le caserme e le corsie
di bimbi troppo calmi ormai
i nuovi schiavi sulla via
nel pianto dell’Ave Maria.

Ma il mondo dietro te
che non ha visto mai
le lacrime del mare
ma i fondi di caffè
di questa umanità.
Nei ghetti delle idee
di quanto intorno a te
nessuno vuol capire

con tutti questi “ma”
vedrai ti passerà
la voglia di morire.


Ma se un giorno incontri lei
che invade gli occhi tuoi
e tu non sai che dire
non ci saranno “ma”
l’amore ucciderà
la voglia di morire.


5 Giugno 2008 alle 20:14

Non era giusto allora
e non lo sarà mai
Per te potrei morire
se adesso te ne vai.

Ed un pensiero vola
sulle ali di quel cuore
che mi hai disegnato
in un giorno che non c’è mai stato.

Io ti vidi arrivare
da lontano
Già mi mancavi
ancora prima di sapere chi fossi.

Ed uno sguardo
bastò a capire tutto
La tua risata
dritta al cuore arrivò.

Mi mancavi perché già sapevo
Che non sarei stata per te quel che volevo
Ciò che ho provato per te quella sera
mai dimenticherò…