Radio BB stasera trasmette una canzone dedicata ad una persona che mi ha fatto soffrire tanto. Quando il cuore è pieno di delusione, di malinconia infinita, di “avrei voluto” e senti che purtroppo non rimane niente da salvare, si somma il dolore al dolore, ma… non si può morire più.
Now I go there more and more
Never been there so before
Can go no more
Now I take them one by one
There comes two for each one done
Can’t take them all
Round and round, we stand the same old ground
So I’ve found that we can’t take them down
I can’t play these games, who are they for
I can die no more
Now I take the time to stay
Play their games in grey
Can stay no more
As I’ve tried a thousand times
So I died a thousand times
Can die no more
Round and round, we stand the same old ground
So I’ve found that we can’t take them down
I can’t play these games, who are they for
I can die no more
Un po’ di farfalline di quest’anno, tra cui la new entry 2007 (nera, rossa e bianca) e la mia preferita (da me soprannominata BlueFly).




Mi andava di lasciare qualche foto dei miei amorini pelosetti… così… senza un motivo.
Stitch che dorme a pancia all’insù (bellisshimo *_*):

Teo che “chiede” di fare una passeggiata:

Amon che si annoia perchè fuori piove:

Cleo che dorme sempre in posizioni assurde:

Tigra che dorme sempre e basta:
Radio BB, malinconica come me…
It’s late at night and neither one of us is sleeping
I can’t imagine living my life after you’re gone
Wondering why so many questions have no answers
I keep on searching for the reason why we went wrong
Where is our yesterday
You and I could use it right now
But if this is goodbye
Just take my heart when you go
I don’t have the need for it anymore
I’ll always love you, but you’re hard to hold
Just take my heart when you go
Here we are about to take the final step now
I just can’t fool myself, I know there’s no turing back
Face to face it’s been endless conversation
But when the love is gone you’re left with nothing but talk
I’d give my everything
If only I could turn you around
But if this is goodbye
Just take my heart when you go
I don’t have the need for it anymore
I’ll always love you but you’re hard to hold
Just take my heart when you go
Questa è una canzone che scrissi per le Shakin’Hands, ovvero il gruppo che avevo quando ero piccola. Doveva essere il “singolo” del nostro primo “album”, intitolato TNBOTT (The nice boy of the train)… i treni in effetti mi hanno sempre perseguitata… XD
Lo so che è abbastanza carente come testo, magari scontato e banale, ma c’è da dire che sono passati 12 anni e all’epoca ero “innamorata dell’amore”, detto in parole povere: non mi aveva mai considerato nessuno!
Però lui era un grande stronzo dagli occhi blu, quasi tutte le canzoni che scrivevo erano dedicate a lui (l’avesse mai capito! ghghghghg).
Oddio che bei tempi! La metto qui, perchè mi fa sorridere a ripensarci adesso.
Lei camminava verso la stazione
Con gli occhi lucidi ed il cuore in mano
Cantava dolcemente una canzone
E il passato le sembrava troppo lontano.
Lui non l’aspettava più sulla porta
Lui non era più lì accanto a lei
Le sarebbe bastata solo un’altra volta
Un’altra volta quegli occhi strani dentro ai suoi.
Io ti aspetterò ancora per molto
Io ti cercherò ancora più lontano
Per questo fiore che non è stato colto
O forse sì, ma da un’altra mano.
E tutto è morto e tutto è ancora vivo
Forse in fondo niente è cambiato
Credo ancora in ciò in cui credevo
E ciò che provo adesso, l’ho sempre provato.
Lei camminava verso la stazione
Lei da sola contro tutto il mondo
Lei da sola con un’emozione
Con il desiderio di qualcosa di più profondo.
Lui non era più lì su quel muro
I suoi scherzi e i suoi discorsi seri
Il percorso si fa sempre un po’ più duro
Intrecciandosi e cadendo su quei tristi pensieri.
Ma dimmi tu non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre
Qui ad aspettare un no oppure un sì
Qui ad aspettare qualcosa oppure niente.
Che in ogni caso sarebbero una fine
Di tutto questo che è un ricordo e almeno
Un giorno tornerò alla stazione
Ad aspettare, forse, un altro treno.
Scusate… mi viene troppo da sorridere… ghghghghgg…. *_*

Io sono io.
E per la prima volta non mi sembra un concetto banale.
Io sono io.
A causa di tutte le esperienze che ho vissuto, di tutto quello che ho visto e provato, di tutte le persone che ho incontrato.
Di coloro che mi hanno voluto sempre bene e mi hanno appoggiato in ogni scelta che io abbia dovuto prendere.
Di coloro che mi hanno donato 7 anni della loro vita, per poi cancellarmi in un solo giorno.
Di coloro che mi hanno promesso il cielo e le stelle, ma che poi mi hanno lasciata allontanare in silenzio.
Di coloro che mi pensano da lontano chissà dove, ma non lo dicono.
Di coloro che per 2 anni mi hanno fatto vivere in un dolce sogno, ma che mi hanno svegliato bruscamente, sparendo dalla mia vita.
Di coloro che non hanno mai corrisposto al mio amore, ma non hanno avuto il coraggio di ammetterlo, facendo così a pezzi il mio cuore.
Di coloro che hanno preso quel cuore malandato e hanno provato a curarlo, cerotto dopo cerotto.
Io sono io.
Sono così, con i miei pregi e con i miei difetti e adesso so di non poter cambiare più di tanto.
Certo, vorrei essere meno timida, meno gelosa, meno permalosa. Vorrei riuscire a ridere più spesso, a dire più spesso ti voglio bene o ti amo, vorrei riuscire a far pace con il mondo, che sempre più spesso disprezzo.
Conosco i miei limiti, so dove posso arrivare e cosa non farò mai, ma nessuno mi toglierà i miei sogni.
Adesso basta: io sono io.
Sono così e finalmente inizio a fare pace con me stessa.
Vagavo nella profonda oscurità della solitudine
insieme a domande di cui non conoscevo risposta
consapevole del fallimento dei miei sogni
continuavo a camminare senza una meta.
Vagavo nel malinconico abisso del dolore
portandomi dietro lo scettro della disillusione
nel mio specchio non c’era un domani
e nel presente come un’inutile ombra mi perdevo.
Vagavo nel mio cuore cercando di capire
ma i ricordi si confondevano con ciò che avrei voluto
proiettando nella realtà ogni mio più intimo pensiero
una triste follia si insinuava nella mia mente.
All’improvviso mi sono fermata ad osservare la notte
e nel gelido freddo per la prima volta ti ho visto
ho avuto paura, ma non volevo fuggire
ero attratta da quel che da sempre ho aspettato.
Ho incollato quel che di me rimaneva
e nei tuoi occhi ho custodito i miei sogni
mi sono guardata allo specchio ed ho sorriso
perchè ho visto quello che tu vedi di me.
Adesso ho trovato il mio rifugio sicuro
una luce che rischiara le tenebre che ho dentro
a volte sento la paura, ma non voglio fuggire
là fuori non c’è più niente in cui vagare.
Mi è assurdamente venuta in mente una canzone che mi piaceva molto quando ero piccola e non so perchè, dopo tanti anni, rieccola lì, a dare un significato ai ricordi e alle speranze di questo week end. Il cantautore è Paolo Vallesi, ma credo che questo album non lo conosca quasi nessuno.
L’importante nella vita
è cercare una parola per parlarsi
per restare ancora insieme,
è credere anche al niente
fidarsi della gente, è innamorarsi
anche quando non conviene.
Credere ai nostri padri
poi crescere i nostri figli
è forse questo che dobbiamo imparare,
costruirsi una strada
segnata dal ritmo del cuore
tu fa che sia amore
fa che sia amore.
Perché nei nostri piedi c’è
la voglia di avventura
e nelle mani ormai solo paura,
e il dubbio che mi assale
è sapere che con tutti i nostri errori
ci faremo ancora male.
Amore come vorrei
dirti che non mi stancherei mai
di vederti sognare,
perché so che in fondo
a quei tuoi occhi chiari ora c’è
c’è solo amore
tu fa che sia amore.
L’importante nella vita
è riuscire a perdonarsi ogni volta
e dopo ripartire,
costruire tutti i giorni
con le dita i propri sogni
anche se il tempo può farli finire.
Perché è questo l’importante
è lasciarsi dietro un segno
un qualcosa per farsi ricordare,
non importa che sia scritto
per sempre su un libro di storia
o solo un giorno, su un ascensore
tu fa che sia amore.
Finalmente sono riuscita a recuperare la poesia e la foto di cui parlavo alcuni post fa. Purtroppo il pc “nuovo”, dopo questo, è definitivamente andato… quindi a casa sono col pc paleolitico, fino a che non succederà qualche miracolo. Secondo me è stata Svista, la colpevole di cotanta sfiga… quindi: non mettetela!
Il tuo riflesso è ancora negli occhi
della felicità rimane solo un ricordo
il mio unico sogno diventato reale
la migliore amica che potessi avere.
La tua bellezza e la tua pazzia
la compagnia che da sempre mi hai fatto
il tuo affetto e le mie risate
li tengo qui dentro al mio cuore.
E’ passato un anno e fa ancora male
ancora le lacrime solcano il viso
non c’è giorno che riesca a non pensarti
e vorrei averti qui insieme a me.
Il dolore ora si trasforma in parole
addio che ti dissi quell’ultimo giorno
ma tu lo stesso mi hai abbandonata
vorrei accarezzarti ancora e ancora.
Ma tu Stella eri e Stella sei adesso
la più brillante che il cielo abbia visto
e se da lassù riesci a sentirmi
ti chiedo solamente di farmi “puh puh”.
Stellina mia, ti immagino al galoppo
nei prati infiniti del tuo paradiso
tu hai lasciato un vuoto incolmabile
che neanche il tempo riempire potrà.